Stroncature luminarie 2

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Tengo a rispondere in modo preciso e puntuale ad una particolare stroncatura del professor Rossi.

Concludendo il capitolo 6 ho proposto la figura 37 con il testo che segue:

Se il tempo è relativo, diversi osservatori inerziali disegneranno piani di simultaneità diversi. Per l’osservatore privilegiato Rossi i piani di simultaneità, rappresentati dalle linee tratteggiate rosse, sono disposti orizzontalmente, parallelamente alla sua coordinata spazio x_R. La situazione per Rossi corrisponde a quanto descritto nel diagramma 31 ed egli può dire quindi che E1 ed E2 sono simultanei.

La situazione è diversa per Verdi. I piani di simultaneità di Verdi — ne ho disegnato solo uno per non affollare troppo il diagramma — non sono orizzontali perché devono essere paralleli alla sua coordinata spazio x_V. Il risultato di questa rappresentazione di spaziotempo è stupefacente. Considera gli eventi E1 ed E2. Per Rossi i due eventi sono simultanei, non ci sono dubbi! Sono su un suo piano di simultaneità. E per Verdi? Secondo Verdi, E1 ed E2 non sono simultanei: al tempo t_V = 0 , l’evento E2 è già accaduto, mentre l’evento E1 non è ancora accaduto.

Concludevo:

Una domanda che potresti porti è questa: se l’evento E1 è già  presente nel futuro di Verdi, non è possibile che anche tutti gli  altri eventi della sua vita siano anch’essi già presenti? !”

A questo punto interviene il professor Rossi:

Chiudiamo con la simultaneità, dove DB si fa prendere la mano dalla sua tendenza mistica: Intanto è sbagliata la premessa: E1 *non è* un evento *della vita* di Verdi: è un evento e basta, come lo è E2.  Verissimo che per Verdi E2 precede E1: e allora?

Chiederei al professore: dove è scritto che l’evento E1 è un evento della vita di Verdi? Forse voleva obiettare che l’evento E1 *non* è *sulla wordline* di Verdi. In questo caso avrebbe ragione, ma questo è evidente dalla figura 37 se si considera che la worldline di Verdi corrisponde all’asse t_V. Se poi l’evento E1 è l’esplosione di una bomba termonucleare si può essere certi che Verdi sperimenterà gli esiti dell’evento E1 nella sua vita all’evento E3 sulla sua worldline.

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Gli eventi E1 ed E2 della figura 37 sono due eventi nello spazio-tempo e basta, ma per Verdi, al tempo t_V=0, l’evento E1 non è ancora accaduto.  Nella struttura causale dello spazio-tempo questo è un dato di fatto anche se, al tempo t_V=0, E1 è nell’altrove di Verdi.

Non è importante che “ per Verdi E2 precede E1″. La nostra vita è un susseguirsi di eventi e avrebbe ragione il luminare a scrivere sarcastico “e allora?“. Quello che voglio evidenziare è che in un certo momento della vita di Verdi , t_V=0”, l’evento E1 è già accaduto. Partendo da questa constatazione mi sono avventurato nella metafisica e la filosofia. Il professore ha ragione a chiamare in causa la mia tendenza mistica perché io qui ci vedo implicazioni fondamentali sul concetto di divenire, determinismo e libero arbitrio. Vediamo perché commentando la critica del professore Rossi:

 “Ma c’è di più. In un cap. che segue DB parlerà del cono-luce e della struttura causale. Ma anche se non ne ha ancora parlato, lui certo lo sapeva mentre scriveva questo capitolo. Sapeva che presi due eventi qualunque, la loro successione temporale cambia se visti da Rossi o da Verdi, ma accadrà mai che in un sistema di riferimento siano uno nel futuro dell’altro, e in un diverso sistema siano invece nell’altrove. Perciò il suo discorso sugli eventi “già presenti” non sta in piedi. Certamente tutti gli eventi che fanno parte della worldline di Verdi stanno nello spazio-tempo; ma scelto uno di questi eventi, tutti gli altri o stanno nel suo futuro o nel suo passato

Il professore dice: “certamente tutti gli eventi che fanno parte della worldline di Verdi stanno nello spazio-tempo”. Questo è esattamente quello che io intendevo dire quando scrivevo che gli eventi della vita di Verdi “potrebbero” essere tutti “già presenti” sulla sua worldline. Mi chiedo: la morte di Verdi è un evento che si trova sulla sua worldline nello spazio-tempo, ma ci sta “già adesso” mentre mangia la pizza? Questa è la domanda che pongo senza pretendere di avere una risposta da dare.

Qui non c’entra la struttura di causalità né il cono di luce, c’entra il concetto di “realtà”.

Cos’è reale? Solo quello che è nel presente? Ma non c’è un presente assoluto!

Il fatto che non esista un “presente” assoluto e oggettivo ci confonde perché siamo portati a pensare che la realtà del mondo sia costituita da tutte le cose esistenti nel presente. Infatti diciamo che il passato è passato, non è più reale ed esiste solo nella nostra mente sotto forma di memorie; il futuro non è ancora reale ed esiste solo nella mente come un insieme di aspettative. Crediamo che solo il presente contenga la realtà. Ora ci dicono che il presente universale e oggettivo non c’è … dov’è la realtà allora? Dove abita? Solo nella nostra testa?

Oppure gli eventi del passato sono ancora reali e gli eventi del futuro sono “già presenti” realmente? Sono domande che i filosofi si pongono da sempre.

Molti filosofi, da Parmenide a Severino, propongono l’ipotesi dell’eternalismo. In questo caso, presente, passato e futuro sono tutti egualmente “reali”. Severino dice: “ogni cosa per il solo fatto di essere è eterna”. Questa affermazione non può essere verificata con i concetti di causalità, di tempo e spazio che governano il mondo dei fenomeni. Per coglierne il senso serve la pura intuizione scevra di concetti razionali. Bisognerebbe avere la capacità di mettersi fuori del tempo e dello spazio sia pure per un breve istante.

Il corrispettivo dell’eternalismo dei filosofi è l’universo in blocco dei fisici.

Per alcuni fisici, evidentemente non è il caso del nostro professore, la “visione” immaginaria e “in contemporanea” di tutto lo spazio e tutto il tempo dell’universo è chiamata “Block Universe” o anche continuum spazio-temporale.

L’idea è che sia necessario pensare all’intera storia dell’universo come un unico blocco, tutto ugualmente reale.

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In figura la parte rossa rappresenta il passato, la parte azzurra il futuro, la linea spezzata in verticale il fronte del tempo che avanza da sinistra a destra. I punti gialli rappresentano gli infiniti eventi di tutta la storia dell’universo ciascuno definito dalla coordinata tempo e dalle tre coordinate spaziali (in figura, per semplificare, le tre coordinate spaziali sono rappresentate da un’unica coordinata spazio).

Per esempio, l’evento E1, la nascita di Verdi, e l’evento E2, la sua morte, esisterebbero realmente, staticamente, da sempre e per sempre, nel Block Universe. La linea verde che unisce la nascita e la morte di Verdi sarebbe la sua worldline ed i puntini gialli gli eventi che gli competono durante la sua vita.

Secondo questa visione, la nascita di Verdi non è un evento svanito nel nulla del passato, come la sua morte non è un evento che accadrà nel futuro. Entrambi gli eventi sarebbero reali sempre, eternamente, ma sarebbero fuori dal “cerchio dell’apparire”.

Questa è una visione metafisica ma è interessante andare a vedere come si pongono alcuni scienziati, a cominciare da Einstein, rispetto a questa ipotesi.

Cominciamo con Einstein:

Siccome nella struttura a quattro dimensioni dello spazio-tempo non è più possibile rappresentare obiettivamente il “NOW”, l’adesso, i concetti di accadimento e divenire sono, se non proprio completamente sospesi, certamente resi più complicati. Sembra quindi più naturale pensare la realtà come a un’esistenza quadridimensionale, piuttosto che all’evoluzione nel tempo di un’esistenza tridimensionale

Kurt Goedel è stato uno dei più grandi matematici del XX secolo e collaboratore per un certo periodo di Einstein:

Nel suo scritto: “A Remark about the relationship between Relativity Theory and Idealistic Philosophy” dice:

Data la relatività della simultaneità, non è più possibile dividere lo spazio-tempo in sezioni di ‘adesso’ in modo univoco. Questo indica che non è realistico pensare al mondo come a una serie di fugaci ‘ADESSO’ con il passato e il futuro non esistenti. E’ più realistico pensare che il passato e il futuro esistono staticamente e che il tempo in realtà non scorre”.

Brian Greene è un famoso fisico teorico noto per le sue ricerche sulla teoria delle stringhe. Nel suo libro, “The Fabric of the Cosmos”, scrive:

“Proprio come noi immaginiamo tutto lo spazio come realmente esistente là fuori, allo stesso modo dovremmo immaginare tutto il tempo essere là fuori, come realmente esistente “.

Anche se non sono a Roma non ho alcun problema a sostenere che Roma esiste realmente. Allo stesso modo, anche se non siamo nel 2000, posso immaginare che il tempo che chiamiamo 2000 sia realmente esistente e che le Twin Towers di New Your siano ancora in piedi, realmente, nello spazio tempo quadridimensionale.

Stephen Battersby, ricercatore e divulgatore scientifico:

 “Tutti gli eventi che sono accaduti o che accadranno sono contrassegnati da punti nel ‘blocco’ di spazio-tempo, come bolle d’aria sospese nel ghiaccio. Passato e futuro sono sullo stesso livello, non c’è nessun flusso, niente scorre

Da un punto di vista religioso le bolle d’aria sospese nel blocco di ghiaccio di cui parla Battersby corrispondono alle manifestazioni della volontà di Dio. “Sia fatta la volontà di Dio” dicono i credenti. In effetti, sarebbe proprio così!

E’ celebre la frase di Santo Agostino: “interminabilis vitae tota simul et perfecta possessio”.  La vita eterna è “TOTA SIMUL”, “TUTTA IN UNA VOLTA”, priva di qualunque fluire, modificazione o divenire.  Dio è perfetto, immobile, è tutto in una volta, simultaneamente. E’ onnisciente perché, nel suo eterno presente ingloba, “conosce” la produzione della propria volontà, cioè gli eventi che sperimenteremo nella nostra vita.

Se nel Block Universe e nell’Onniscienza divina sono già predeterminati gli eventi futuri della nostra vita, dove va a finire il “libero arbitrio” cioè la nostra capacità di decidere di fare questo o quello e di prendere questa o quella strada?

Siamo dei burattini schiavi del destino?

Alla fin fine non ho risposte da proporre. Nella vita pratica e nella ricerca scientifica basata sui principi di causalità, tempo e spazio è evidente che si deve accettare l’esistenza del tempo che scorre, del divenire, del passato, del presente e del futuro. Non ci rimane altro da fare, da un punto di vista pratico, che considerare “reale” solo quello che sperimentiamo nel nostro presente.

Ma questo non toglie a ciascuno di noi la possibilità di pensare, riflettere e immaginare “cosa c’è sotto”. Io penso che questa ricerca debba essere fatta per proprio beneficio personale, per star bene con se stessi e sereni in questa vita. Come la vedo io?

Sono per l’Eternalismo e il Block Universe? Sono per Parmenide:  “… senza nascita è l’Essere e senza morte, tutto intero, unigenito, immobile, ed incompiuto mai è stato o sarà, perché è tutt’insieme adesso”?

O sono per l’Attimismo e per il “panta rei” di Eraclito secondo il quale tutto cambia, tutto si trasforma, niente resta immutato?

Non ho preferenze. L’uno vale l’altro. Quello che conta, secondo me, è capire che l’accadere degli eventi non è contingente, ma necessario, inevitabile.

In questa foto, non si vede, ma c’è un vento teso che piega il fuscello.

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Il sottile stelo viene sballottato a destra e sinistra, a volte si piega quasi a spezzarsi.

Il vento ha sparso il seme da cui è nato il fuscello, il vento alla fine spezzerà l’esile stelo. Che può fare il povero fuscello per opporsi al vento?

Cosa possiamo fare noi per opporci al “vento”? Niente. Sia con l’Eternalismo, sia con l’Attimismo, la realtà che colpisce la nostra coscienza emerge da un Ordine sottostante … un Ordine, un Logos su cui noi non abbiamo alcun controllo.

E’ disperante? Dipende. Io personalmente trovo molto consolante pensare che noi stessi siamo parte di quest’Ordine, anzi, credo che ognuno di noi sia espressione particolare dell’Ordine.

ldibianco45@gmail.com