A proposito del Libero Arbitrio

Prova a riflettere e poi dai una risposta: “Dio onnisciente sapeva in anticipo che Adamo ed Eva avrebbero colto la mela? E Adamo ed Eva erano liberi di decidere diversamente da ciò che Dio già conosceva?

Secondo il buon senso comune siamo liberi di decidere del nostro futuro: ’faber est suae quisque fortunae ’, ciascuno è artefice della propria sorte, come dice l’antica massima che Sallustio attribuisce ad Appio Claudio Cieco.

Nella vita dell’uomo conta soprattutto la volontà che si attualizza nelle decisioni che prende in ogni momento della sua vita e che determinano il suo futuro. Ovvio, chi può sostenere il contrario? Solo un pazzo!

La frase “volli e sempre volli, fortissimamente volli” di Vittorio Alfieri esprime con forza la potenza della volontà nel determinare il proprio destino. (Alfieri disse la famosa frase con riferimento alla volta in cui si fece legare alla sedia per non avere distrazioni dallo studio).

A questo livello d’indagine si ferma la riflessione della stragrande maggioranza della gente sulla libertà dell’uomo. Paghi di questa chiara evidenza tutti affermano con convinzione che l’uomo ha il dono del libero arbitrio ed è assolutamente libero nelle sue decisioni. 

Eppure, se si riflette appena appena con più attenzione si capisce che non tutto è così semplice. E’ vero: in ogni momento della giornata noi andiamo avanti per decisioni e scelte. Ma in base a che cosa decidiamo e scegliamo? In base al caso, ai suggerimenti del diavolo o dell’angelo custode? O a decidere è un omuncolo che risiede nella nostra testa? O decidiamo in conformità ad una catena causale che va indietro nel tempo … molto indietro nel tempo?

Secondo me, l’ultima ipotesi è quella giusta: la decisione è determinata dalla personalità, dal carattere e dal bagaglio culturale di chi decide o, più in generale, dalla coscienza formatasi nel corso di tutta la sua vita. Insomma la decisione è frutto di qualcosa che sta nel passato non nel momento della decisione. E siccome non si può cambiare il passato è evidente che non abbiano alcuna libertà nel momento della decisione.

Credo che nessuno possa mettere in dubbio che le decisioni si articolino e si sviluppino all’interno del cervello. Questo articolarsi e svilupparsi della decisione ci fa intuire un processo che avviene nel tempo (per quanto breve esso sia … anche frazioni di secondo) e nel cervello.

Questo processo è sperimentalmente verificato negli esami neuro anatomici come il PET, tomografia a emissione di positroni, dove si vedono flussi di segnali elettrici che si diffondo come lampi di luce tra vari componenti del cervello. “Studi neuro anatomici hanno evidenziato un numero astronomico d’interazioni tra le componenti dei sistemi cerebrali, di gran lunga superiori, seppure non dissimili, a quelle che caratterizzano le mosse dei pezzi nel gioco degli scacchi.” (Rita Levi-Montalcini, Abbi il coraggio di conoscere). 

Si tratta di milioni di miliardi di possibili interazioni tra diverse aree cerebrali organizzate secondo una struttura gerarchica. Nella scacchiera delle neuroscienze, il Re e la Regina corrispondono alla neocorteccia e al sistema limbico e sono responsabili delle più alte funzioni cerebrali.  Pezzi come Alfieri, Torri e Cavalli s’identificano con i sistemi subcorticali (striato, talamo, ipotalamo, cervelletto e midollo allungato) che integrano l’azione dei pezzi dominanti e, a loro volta, ne sono dominati. Infine, al livello più basso ci sono i Pedoni, gruppi di neuroni, corrispondenti, in base alla loro configurazione, a eventi o oggetti riproducibili come immagini mentali.

Adesso se consideriamo che quello appena descritto è un processo ‘materiale’ che coinvolge un centinaio di miliardi di neuroni e trilioni di dendriti e sinapsi, un’infinità di segnali elettrici e chimici, ecc , possiamo affermare che stiamo parlando di un processo interamente “deterministico” controllato dalle leggi di natura. Fine del libero arbitrio.

In alternativa, poiché neuroni, dendriti ecc. ecc. sono costituiti da particelle elementari subatomiche, si potrebbe dedurre che il principio di indeterminazione della meccanica quantistica sia applicabile al processo decisionale e che quindi le decisioni sono selezionate dal processo in maniera ‘casuale’. Anche in questo caso: fine del libero arbitrio.

Il neurobiologo Roger Sperry riteneva che “… forse, dopotutto, è meglio essere inglobati fermamente nel flusso deterministico delle forze cosmiche ed esserne parte integrante, piuttosto che essere fluttuanti in balia del caso. Tutte le nostre capacità decisionali sono probabilmente predeterminate, non dipendenti da un libero arbitrio, ancora a distanza cosmica da quello già raggiunto in base a processi evolutivi dagli abitanti della Galassia Nove. Tuttavia l’evoluzione in atto va in quella direzione e l’Homo sapiens è parimenti lontano da organismi primordiali quali la stella marina e anche dall’orangutango”. 

Il riferimento fantascientifico agli abitanti della Galassia Nove e quello più realistico all’orangutango suggeriscono che l’evoluzione dell’Homo sapiens va nella direzione di una sempre maggiore libertà. Ma quando saremo, in effetti, completamente liberi? Solo quando la nostra mente avrà immagazzinato tutte le conoscenze e tutte le esperienze possibili. In altre parole, avremo il libero arbitrio quando la nostra mente sarà in grado di contenere la mente di Dio. 

Nel frattempo, l’unica libertà che abbiamo è quella di mettere a disposizione del processo decisionale una base dati cerebrale la più ricca e articolata possibile. Come? Mediante l’interazione con il mondo esterno: gli altri, la morale, l’etica sociale, la conoscenza adeguata delle cose, le menti più profonde della filosofia e delle scienze.

Il filosofo Massimo Cacciari dice:  “Io sono in qualche modo libero durante la mia vita, e la mia libertà, però, coincide nel corso della mia vita con il conoscere; cioè io sono libero nel corso della mia vita di accumulare tutte le conoscenze necessarie perché poi nel momento supremo della decisione io possa essere consapevole del destino che scelgo“. 

Fa bene Cacciari a dire ‘siamo liberi in qualche modo’ con l’accento su ‘qualche modo’. Infatti, mi chiedo, qual è la libertà di “accumulare tutte le conoscenze” di un povero ragazzo nato e cresciuto in un ambiente degradato, alla mercé dell’ignoranza, della violenza e della povertà o con un patrimonio genetico non adeguato. Ma noi che abbiamo la fortuna di avere un patrimonio genetico adeguato e di essere nati e cresciuti in ambienti ‘normali’, abbiamo il dovere di assecondare l’evoluzione individuale e della specie Homo sapiens facendo uso della libertà di incrementare qualitativamente e quantitativamente la nostra base dati di conoscenza cerebrale. “… fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” (Inferno, Dante)

Una considerazione finale. La Chiesa afferma dogmaticamente l’esistenza del libero arbitrio e su di esso costruisce il suo complesso edificio dottrinale. In realtà, però, la Chiesa è consapevole del fatto che il processo decisionale non è libero ma determinato dalla base dati di conoscenza cerebrale. Come si spiega altrimenti l’asfissiante indottrinamento religioso cui sono sottoposti i bambini nei primi anni di vita quando la loro base dati assorbe ogni tipo di informazione? O per dirla con Rita “nei primi anni di vita quando i circuiti cerebrali, e particolarmente quelli neocorticali, sono in piena formazione. (Rita Levi-Montalcini, Abbi il coraggio di conoscere). 

Nella sua millenaria sapienza la Chiesa sa molto bene che una volta inquinata la base dati cerebrale di un bambino con la superstizione, il soprannaturale, la magia, l’occultismo, gli spiriti, i miracoli, ecc , il bambino divenuto adulto sarà schiavo dell’insegnamento religioso ricevuto e penserà, deciderà e agirà in sintonia con il potere teologico-politico. Libero arbitrio o schiavo arbitrio? 

Insegnare superstizioni come fossero verità e la cosa più terribile che si possa mai fare. La mente dei bambini le accetta e vi crede e solo attraverso grandi sofferenze, e forse anche tragedie, se ne potranno liberare un giorno!” (Ipazia di Alessandria) 

Siccome è molto difficile liberarsi dalle superstizioni, sono certo che gli adulti che da bambini sono stati sapientemente indottrinati continueranno a credere fino alla morte nel libero arbitrio, nell’inferno, nell’anima immortale, nella resurrezione della carne, nei miracoli della Madonna di Medjugorje, di Padre Pio, ecc. Altro che libero arbitrio! Costoro non sono liberi ma schiavi della loro base dati cerebrale intenzionalmente inquinata dalla Chiesa con idee confuse e inadeguate.

Luigi Di Bianco

ldibianco@alice.it